Una delle forme di riabilitazione che consente di ottenere ottimi risultati, indicata per una vasta gamma di patologie, è sicuramente quella effettuata in acqua, l’idrokinesiterapia, in apposite piscine attrezzate. Da oltre sessant’anni, questa forma di rieducazione è normalmente praticata presso il Campolongo Hospital di Marina di Eboli. Fin dalla sua fondazione, la casa di cura ebolitana disponeva di una piscina attrezzata secondo i più avanzati criteri dell’epoca. Oggi il servizio di rieducazione in acqua del Campolongo Hospital, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, comprende due grandi piscine, oltre a vasche dedicate a specifici trattamenti individuali. Le piscine, fruibili dal lunedì al venerdì e dotate di tutti gli ausili tecnici più idonei per l’utilizzo da parte dei pazienti, sono inserite in ambienti vasti e luminosi. Ciò consente ai pazienti e al personale di dedicarsi con piacevole tranquillità al trattamento in acqua.

La idrokinesiterapia, l’attività in acqua, è indicata nei pazienti che per problematiche osteo-articolari, in particolare vertebrali, presentano patologie che sconsigliano la pratica di attività di fitness ad alto impatto. Si instaura una relazione empatica tra paziente, terapista e acqua, che genera e favorisce il benessere e la cura di una serie numerosa di patologie.  Grazie alla parziale assenza di gravità e ad alcune caratteristiche fisiche (viscosità e temperatura), l’acqua rappresenta un mezzo ideale per far svolgere ad una persona con limitazione del movimento, esercizi o compiti che sarebbero impossibili o comunque difficili da eseguire “a secco”. La riabilitazione in acqua va considerata parte di un programma riabilitativo, ed è quindi complementare a tutte le altre metodiche a disposizione dei pazienti del Campolongo Hospital. Ciò significa che solitamente un paziente non viene trattato esclusivamente in acqua per raggiungere la guarigione o comunque una condizione di miglioramento del suo stato patologico.

L’esercizio in acqua garantisce al paziente un’esperienza di tipo globale, che coinvolge la sfera intellettiva, psicologica, sensoriale e motoria. Ciò è dovuto al fatto che in acqua egli scopre una modalità sensoriale e una motricità diverse da quelle a cui è abituato sulla terra. La sensazione è quella di essere avvolti, si percepisce il proprio corpo in modo diverso, ascoltandolo e rilassandosi si può vivere un’esperienza veramente piacevole e benefica. Inoltre l’attività motoria in acqua, offre la possibilità di recuperare schemi ed immagini di movimento che, pur parzialmente evocabili dopo il trauma o la malattia, non essendo stati più esercitati sono stati persi o dimenticati. Attraverso un percorso di adattamento alla situazione di immersione, l’intervento riabilitativo in acqua ricerca i presupposti per migliorare le condizioni neuromotorie necessarie all’autonomia del paziente nella quotidianità.

L’utilizzo dell’acqua a scopo terapeutico permette al paziente di anticipare l’inizio della riabilitazione post-operatoria o post-traumatica. Si riducono così i tempi totali di recupero. Grazie allo scarico articolare determinato dalla diminuzione dagli effetti della gravità, si riducono sensibilmente gli inconvenienti tipici della fase iniziale della terapia a terra (microtraumi, infiammazioni, versamenti articolari, dolori spesso cause di ritardi del recupero funzionale). Inoltre il recupero dell’articolarità viene nettamente accelerato per effetto del rilassamento muscolare diffuso e l’assenza o la netta diminuzione del dolore intra-articolare, evitando così l’insorgenza del meccanismo di blocco articolare di autodifesa, tipico in presenza di carico gravitazionale.

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