Presso il Campolongo Hospital di Marina di Eboli a Salerno è stato attivo il Lokomat, un macchinario di ultima generazione per la Neuroriabilitazione robotizzata, inventato in Svizzera nel 2001. È un trattamento innovativo (presente in pochi centri italiani) che permette di intervenire in diversi casi neuromotori, arricchendo il percorso di riabilitazione di un apporto tecnologico di grande valore, che si rivela particolarmente utile nell’ambito del programma di riabilitazione multidisciplinare ad alta complessità. Il Lokomat è un esoscheletro controllato elettronicamente che consente di riprodurre uno schema motorio assimilabile alla normale deambulazione, con ortesi meccaniche che vengono indossate dal paziente e ne guidano il passo mentre è mantenuto in sicurezza da un’imbragatura che permette anche di alleviarne il peso. Grazie al sistema particolarmente innovativo, Lokomat può essere tarato per le più diverse esigenze del paziente e adattarsi alle sue specifiche caratteristiche. Il movimento è simulato su un tapis roulant e riprodotto in 3D su un monitor posto di fronte al paziente, come in una sorta di videogioco.

In realtà con il Lokomat non si gioca affatto, ma si pratica la più avanzata tecnica di neuroriabilitazione per la facilitazione e l’eventuale recupero della deambulazione, e rappresenta l’evoluzione delle metodiche adottate finora per consentire al paziente mieloleso di camminare.

L’esoscheletro non solo facilita i movimenti per il recupero della deambulazione, ma registra anche tutti i parametri antropometrici, necessari per eseguire una valutazione dei progressi del paziente e ed eventualmente adattare la riabilitazione.

L’uso di Lokomat, inoltre, ha dimostrato la capacità di migliorare le funzioni cardiovascolare e respiratoria, di ridurre la spasticità, di mantenere elasticità muscolare e prevenire rigidità muscolari.

La Neuroriabilitazione robotizzata è un trattamento strumentale e fisico, del tutto privo di effetti collaterali e senza particolari controindicazioni, che non va a sostituire la tradizionale fisioterapia, ma l’affianca, fornendo un ulteriore supporto atto al recupero fisico e psicologico dei pazienti.

“Guardiamo avanti, alla tecnologia che può migliorare il nostro lavoro e soprattutto i risultati per i nostri pazienti. Al Campolongo Hospital cerchiamo di tenere il passo di strutture molto più grandi e complesse, presenti nelle zone maggiormente sviluppate del Paese, con il fine di offrire anche al nostro territorio il meglio che la medicina, nel nostro settore, mette a disposizione” ha dichiarato Maura Camisa, la vice direttrice generale della Casa di cura ebolitana.

 

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